La Miniera Perduta di Phandelver

La storia fino ad ora

11 Eleint 1487, tardo pomeriggio

Sembra che da oggi Phandalin possa contare su dei nuovi eroi: ben presto il racconto delle vostre gesta all’interno del covo dei banditi si è diffuso da un estremo all’altro del villaggio, assumendo di volta in volta connotazioni sempre più iperboliche e divenendo l’intrattenimento centrale delle nottate nella taverna di Toblen.
La mattina seguente alla sconfitta dei Redbrand vi ha tuttavia riservato una sgradevole sorpresa: Dessfar si è dileguato senza lasciare alcuna traccia, tranne che per un breve messaggio indirizzato a voi. Nel biglietto, il nobile decaduto vi comunica l’improvvisa decisione di lasciare Phandalin, allo scopo di risolvere una non meglio precisata “faccenda personale”, oltre ad avvertire Talion di un piccolo prestito coatto ai suoi danni. Rimasti momentaneamente a corto di un membro, avete quindi proceduto con la spartizione del bottino ricavato dall’incursione nel covo dei Redbrand; terminata la ripartizione siete stati raggiunti, all’interno della taverna, dal vecchio Sildar, il quale si è dimostrato ben lieto della riuscita del vostro piano. Mentre lo aggiornavate sugli inquietanti sviluppi che le vostre recenti azioni hanno messo in moto, primo fra tutti la scoperta della vera identità di Glasstaff, un’ombra cupa è scesa sul volto di Sildar: disseppellendo ricordi evidentemente dolorosi, il vecchio cavaliere vi ha narrato della caduta del suo vecchio amico Iarno, ritornato da una missione nel piano dell’Abisso contaminato dalla corruzione, e scomparso qualche settimana fa, per riapparire inaspettatamente a Phandalin celato da una nuova identità. Sildar vi ha rivelato inoltre la natura prettamente personale del suo viaggio alla ricerca del mago, di cui ha preferito tenere all’oscuro la Lords’ Alliance, decidendo infine di trattenersi ancora per qualche settimana a Phandalin, allo scopo di assistere gli abitanti e di tenere gli occhi aperti per un eventuale ritorno di Iarno.
Congedativi da Sildar, avete deciso di dirigervi immediatamente allo scambio minerario, e far luce sul coinvolgimento di Halia Thornton negli affari dei Redbrand: non siete rimasti stupiti nel trovare l’edificio chiuso e deserto, e, una volta ottenuto l’accesso grazie agli attrezzi di Garret, i vostri sospetti hanno ottenuto evidente conferma. In una missiva indirizzata a Garret, Halia confessa le proprie macchinazioni ai danni dell’halfling, dipingendole come una sorta di “test”, e invita il ladro ad unirsi al gruppo del quale la misteriosa amministratrice fa parte: gli Zhentarim, lasciandogli inoltre, come ricompensa, un pregiato paio di stivali elfici. Dopo aver avuto a che fare con una folla inferocita per l’improvvisa scomparsa della Thornton e dei risparmi dei minatori, siete stati raggiunti da un ragazzino recante un messaggio per Adrik, da parte del vecchio Edermath. L’elfo desiderava congratularsi con Adrik per la sconfitta dei banditi, esprimendo inoltre la sua profonda stima per l’altruismo dimostrato dal chierico: dopo averlo invitato ad unirsi all’Ordine del Guanto, Daran gli ha fatto dono di una vecchia corazza in mithral.
Consumato un lauto pasto a base delle rinomate mele phandaliane presso la dimora di Daran, e sbrigate le ultime faccende in città, vi siete infine lasciati Phandalin alle spalle, dirigendovi verso est lungo il tracciato Triboar. Essendo la missiva del Ragno Nero l’unico indizio in vostro possesso, avete deciso di dedicare la vostra attenzione agli incarichi assegnativi dai cittadini di Phandalin, nella speranza di raccogliere ulteriori tracce sulla scomparsa di Gundren, iniziando da covo della banshee Agatha. Nel corso del viaggio, durato tre giorni, non ci sono stati avvenimenti degni di nota, tranne che per la prima notte, quando Talion, durante il proprio turno di guardia, è stato colto alla sprovvista da un gruppo di ghoul.
All’alba del terzo giorno giungete in vista del villaggio spettrale di Conyberry, abbandonato decenni fa a causa di un terribile morbo epidemico: da lì, vi siete inoltrati per qualche chilometro nelle profondità del bosco Neverwinter, seguendo il sentiero che conduce all’alloggio della banshee. Dopo esservi introdotti all’interno di una sorta di dimora vegetale, siete entrati in contatto con Agatha, la quale, superba e arrogante, ma ancora sensibile ai doni materiali, ha accettato di scambiare l’informazione di cui abbisognavate con il paio di orecchini rinvenuto nel covo dei Redbrand.
Ritornati sul tracciato Triboar, vi siete quindi diretti verso sud-est, giungendo in vista, poco prima del calar della sera, delle rovine del vecchio pozzo del Gufo. Una sinistra tenda nera, collocata nel cortile innanzi alla vecchia torre, ha subito catturato la vostra attenzione, ma non appena vi siete avvicinati ad essa, nel tentativo di esaminarla più da vicino, siete stati aggrediti da una torma di non morti, riversatisi all’esterno dalla torre in rovina. Dopo averne eliminati alcuni, grazie a una fiasca d’olio e a una freccia infuocata, siete venuti a conoscenza del proprietario della tenda, richiamato dal fragore del combattimento: un mago rosso di Thay. Il negromante ha subito richiamato i propri servitori zombie e vi ha interpellato circa le vostre intenzioni: la conversazione è degenerata rapidamente, e il mago, convinto della vostra pericolosità, si è preparato a fronteggiarvi, assistito dai non morti. Lo scontro che ne è seguito è stato brutale, tuttavia, dopo aver respinto un altra ondata di zombie fuoriuscita dal pozzo, avete avuto infine la meglio sul negromante, inchiodandolo alla torre.
Il sole è ormai tramontato e la temperatura sta calando rapidamente, mentre vi apprestate a trascorrere la nottata tra le colline della spada.

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Colpo di scena

La storia fino ad ora
TheGrinningMagician

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