La Miniera Perduta di Phandelver

Parte 2 - Phandalin

6-7 Eleint 1487

Dopo aver salvato Sildar e liberato il covo dei Cragmaw, di ritorno al carro, vi siete imbattuti in una misteriosa drow, la quale ha dimostrato di conoscere Gundren e di essere particolarmente interessata a lui. Trascorsa la notte senza intoppi, vi siete messi in viaggio alle prime luci dell’alba, giungendo in vista di Phandalin poco prima del tramonto.
Dopo aver consegnato carro e merci all’emporio di Barthen – riscuotendo il compenso pattuito – vi siete recati, su consiglio di Sildar, alla locanda dell’Owlbear Ubriaco, in cerca di un’adeguata sistemazione per la notte e al fine di raccogliere informazioni potenzialmente utili per la vostra ricerca, presso la gente del posto. Superata la diffidenza iniziale offrendo un giro di bevute ai pochi avventori presenti, avete fatto la conoscenza di Toblen Stonehill, loquace locandiere dai modi spigliati, nonché di una graziosa cameriera mezz’elfa, cui Dessfar sembrava particolarmente interessato. Dialogando con i presenti e origliando le conversazioni altrui, siete venuti a conoscenza delle principali questioni all’ordine del giorno in città: prima fra tutte, la vessatoria presenza di una banda di fuorilegge, i Redbrand, stabilitisi nel villaggio un paio di mesi fa. I banditi fanno il bello e il cattivo tempo a Phandalin, esigendo obbedienza assoluta ed eliminando chiunque metta in discussione il loro dominio. Turbati da tali notizie, avete deciso di coricarvi di buon’ora, dopo aver consumato un pasto frugale ma nutriente. Unico avvenimento degno di nota, la scappatella notturna di Aramil, il quale, spinto da uno zelo inspiegabile, ha deciso di far visita nel cuore della notte alla sorella Garaele delle sue visioni. L’elfa, sacerdotessa di Tymora (dea della fortuna) che si occupa dell’altare ad essa dedicato nella piazza cittadina, è rimasta inizialmente sbigottita dalle parole del mago, facenti riferimento ad una misteriosa missione divina; tuttavia, grazie alle proprie doti persuasive, Aramil è stato in grado di assicurarsi l’assistenza di Garaele, la quale , da parte sua, ha richiesto l’aiuto dell’elfo con un delicato incarico (vedi quest Negoziati spettrali). In seguito, ritornando alla taverna, Aramil è incappato in una losca figura, appostata in prossimità della locanda e dileguatasi non appena resasi conto di essere stata avvistata.
Il mattino dopo, avete deciso di proseguire con le vostre indagini in città, decidendo di separarvi per ottimizzare i tempi: mentre Garret si recava a far visita alla cara zia Qelline e al cugino Carp, abbandonati in tutta fretta un paio di settimane fa, ottenendo un saggio consiglio dall’anziana halfling (vedi quest Reidoth il druido), Talion, nella speranza di aggiornare il proprio armamentario, ha scelto di recarsi presso la forgia cittadina, rimanendo profondamente deluso, dopo essere venuto a conoscenza della recente uccisione del fabbro da parte dei Redbrand e della successiva scomparsa della moglie e del figlio. Dessfar, nel tentativo di perseguire i propri scopi politici, si è diretto alla volta del municipio cittadino, accompagnato da Sildar: qui ha incontrato il sindaco Wester, un grasso e viscido umano di mezz’età, troppo impaurito, o addirittura connivente, per opporsi ai Redbrand. Non riuscendo a contrastare, almeno per il momento, l’indubbia negligenza del sindaco, Dessfar ha comunque accettato di occuparsi di una taglia sulla testa di una banda di orchi (vedi quest Problema orchesco). Infine, Adrik e Aramil hanno preferito rimanere nella locanda, ingannando l’attesa con una serie di partite a carte, inframezzate da discussioni toccanti gli argomenti più vari, dalla fede negli dei alla qualità della birra nelle Marche d’Argento.
Riunitisi tutti alla taverna per mezzodì, i cinque avventurieri hanno deciso di ultimare la visita del villaggio, prima di dedicarsi a questioni più pressanti: all’ufficio della gilda Lionshield hanno messo al corrente la responsabile, del rinvenimento, all’interno del covo Cragmaw, della merce rubata, di proprietà della compagnia; allo scambio minerario di Phandalin hanno fatto la conoscenza di Halia Thornton, donna ambiziosa e altrettanto ambigua, che gli ha offerto una discreta somma di denaro, in cambio della testa del capo dei Redbrand, il misterioso Glasstaff; infine si sono recati presso il frutteto del vecchio Daran Edermath. Quest’ultimo, anziano elfo con un fosco passato da mercenario – esperienza che condivide con il chierico Adrik, ha rivelato la sua attuale appartenenza ad un gruppo di vigilanti, l’ Ordine del Guanto, e affidato agli avventurieri un paio di incarichi estremamente delicati: riportare la pace a Phandalin, assicurando alla giustizia i Redbrand; e indagare su degli strani avvistamenti in prossimità del Vecchio Pozzo del Gufo (vedi quest Il mistero del pozzo).
Non avendo avuto successo nella ricerca di informazioni riguardanti lo scomparso Gundren, e resivi ormai conto della minaccia rappresentata dai Redbrand, non solo per Phandalin, ma per l’intera area del tracciato Triboar, avete deciso di ricorrere ad un approccio diretto: vi presentati alla bettola del Gigante Addormentato, luogo di ritrovo abituale dei banditi, e avete confrontato i Redbrand lì presenti. La conversazione è degenerata rapidamente in scontro aperto, con l’intervento di una mezza dozzina di Redbrand, sui quali avete avuto rapidamente la meglio, anche se con qualche difficoltà. Grazie all’interrogatorio dell’unico superstite, verso il quale avete dimostrato clemenza, siete venuti a conoscenza dell’esistenza di un covo segreto dei banditi, posto al di sotto del maniero in rovina; vi siete quindi introdotti nella bettola, gestita da Grista, una nana vecchia e scontrosa, sulla quale Adrik sembra aver fatto breccia, al fine di approntare il piano migliore per fronteggiare i fuorilegge.

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TheGrinningMagician

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